C'è una donna che si nasconde. C'è il suo corpo scelto scientemente come simulacro, emblema, feticcio di un tormento più profondo. C'è il digiuno, c'è la fame, c'è il vomito, c'è il cutter. c'è il cinico Dottor T. E naturalmente c'è la città, C'è Rimini, c'è la vita, insoffribile per un'identità che si nasconde.
"Piacere Maria" racconta due realtà avvelenate: il germe della femminilità infetta l'esistenza di Maria, il germe del tedio, della frustrazione attenta all'esistenza del Dottr T., che non si accontenta di salvare vite altrui, che sogna la fama e rigetta la mediocrità cui è condannato. Il cibo l'anestetico di Maria. il sesso la via d'uscita immaginaria di un dottore che medita la fuga. Maria e T. non sanno di essere l'una lo specchio dell'altro. Chi si salverà?